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Elva - Il Paese
Notizie sul comune d’Elva

Fonte: La Guida

Il mestiere di raccoglitori di capelli che a fine Ottocento ha reso famosi gli elvesi nel mondo

Ad Elva il Museo dei capelli
Sarà inaugurato domenica 14 nella “Casa della meridiana”
Elva – Sarà inaugurato domenica 14 maggio, giorno di San Pancrazio, patrono di Elva, il nuovo “Museo di pels”, il Museo dei capelli di Elvaper ricordare il mestiere dei raccoglitori di capelli che ha reso famosi gli elvesi nel mondo nei decenni a cavallo tra il 1800 e il ‘900. La giornata inizierà alle 9,30 con il saluto del sindaco, poi il parroco don Ugo Sasia, darà la benedizione alla nuova struttura prima di trasferirsi nella chiesa parrocchiale, dove alle 11 celebrerà la Messa, al termine della quale ci sarà la tradizionale processione in onore del Santo patrono. Nel pomeriggio sono previste musiche e danze occitane nella piazza del municipio. L’idea di realizzare un Museo all’originale attività degli elvesi, che giravano l’Italia alla ricerca di donne disposte a farsi tagliare i capelli che venivano poi utilizzati per il confezionamento delle parrucche, nacque nel 1987 dall’allora consigliere comunale Ines Cavalcanti, che convinse il Comune di Elva ad acquistare la vecchia ma bellissima Casa della Meridiana, una delle case più belle e significative del paese così chiamata per l’orologio solare dipinto sulla facciata a sud, per destinarlo ad ospitare il Museo. La casa è stata restaurata mantenendole la caratteristiche abitative tipiche di Elva. Il “Museo di pels” è stato realizzato dal Comune con il contributo del Gal e della Comunità Montana Valle Maira, ed è strutturato su tre sale al piano terreno più una sala “didattica” al piano superiore. Al suo interno sono stati sistemati tutti i reperti (attrezzi del mestiere, oggetti tradizionali, documentazione cartacea, fotografie d’epoca) ritrovati da Franco Baudino e Oreste Dao Ormena in lunghi mesi di appassionata ricerca. Rimarrà aperto da maggio a settembre per le visite (anche guidate) con orario compreso tra le 9,30 e le 18,00 (per informazioni e prenotazioni: locanda S. Pancrazio, tel. 0171 99 7986). A disposizione dei visitatori, insieme al prezzo del biglietto è compreso anche l’uso di audio-guide in italiano, inglese, tedesco e occitano. L’ingresso del Museo è al piano terreno, in quella che un tempo era la cucina della grande casa bifamiliare. La prima sala è destinata agli attrezzi del mestiere e alle fasi della lunga lavorazione dei capelli, con i suoi pettini di ferro e i manichini a grandezza naturale realizzati dai ragazzi della II C del Liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo sotto la guida del prof. Gian Lerda. La seconda Sala è dedicata ai capelli lavorati e alla realizzazione delle parrucche. Normalmente il lavoro dei caviè si  limitava alla raccolta e alla lavorazione dei capelli, fino alla preparazione delle mazze (le “bescies”) che venivano poi vendute ai laboratori di confezionamento, ma non mancano casi di “pelassiers” elvesi che si sono trasformati in grandi produttori di capigliature posticce. Il caso più eclatante è quello di Jean P. Isaia (1884-1973), che da Elva seppe arrivare ai vertici del mercato con negozi a Parigi e a Londra, dove serviva la Camera dei Lords. Al primo piano è sistemata l’ultima sala del Museo, dove sarà possibile assistere alla proiezione del film di Fredo Valle “La strada dei Capelli”.

   

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