Fonte: --Le Terre
Tre giorni per scoprire le bellezze della Valle Maira. E' questo il leitmotiv che il 20, 21 e 22 marzo ha accompagnato tour operator e giornalisti italiani e stranieri in giro per una delle valli del cuneese meno conosciute al grande pubblico, ma non per questo priva di perle turistiche tutte da scoprire. L'iniziativa si chiama Maira Eco 2007 ed è stata organizzata dalla Comunità montana della valle, in collaborazione con l'azienda turistica locale, la Regione Piemonte e la Cooperativa di Promozione del Territorio. Una tre giorni che ha riunito un una tavola rotonda tutti gli attori della promozione del Territorio: non solo gli amministratori locali ma anche i tour operator, le guide turistiche fino ai proprietari di locande e bed and breakfast. Culmine delle riflessioni delle giornate è stato dibattito nella sala Tripoli di Dronero rivolto prorio alle opportunità e prospettive dell'offerta turistica in Valle Maira. Tra i presenti, l'assessore regionale alla montagna Bruna Sibille ha avuto parole lodevoli per il lavoro portato avanti sin'ora complimentandosi, ad esempio, con l'istituzione dei posti tappa per i turisti o con la riscoperte della tradizione occitana di questi luoghi, dalla lingua alla gastronomia. Per l' assessore "la montagna sta riscoprendo soltanto ora la sua identità" e bisogna continuare a lovorare in questa direzione, seppure un "momento come questo, in cui i finanziamenti sono limitati, richiederà l'impegno e il massimo coordinamento tra tutti gli enti coinvolti". A fare un po' di numeri ci ha pensato l'assessore al turismo della Comunità montana Valle Maira Roberto Colombero: nella città di Dronero, lo scorso anno, ci sono stati ben 3 mila passaggi di turisti e il nuovo trend, diffuso soprattutto tra tedeschi e francesi, sembra essere il turismo fai da te, ovvero quello di chi scopre la Val Maira su internet contattando poi direttamente gli operatori locali. Insomma , il turismo è davvero la risorsa che trainerà questo territorio? Forse sì. Per Gabriele Polla, presidente della Cooperativa di Promozione del Territorio "questi risultati positivi non sono che l'inizio di un percorso, nel corso del quale renderlo sempre piu appettibili al turismo intelligente quello, per intenderci, di chi ama passeggiare all'aria aperta, scoprire le bellezze del territorio e poi sedersi a tavola a gustare le specialità locali". E sulle tavole occitane delle tante locande di sono piatti gustosi realizzati con ingredienti poveri, figli di una Valle aspra per natura tanto che il termine Maira, in dialetto, significa "magra": molti latticini, ottimi formaggi e patate con le quali si cucinano le ravilas. Dopo aver assaporato i firori all'occhiello dell'enogastronomia per la tappa sucessiva non c' è l' imbarazzo della scelta: si va dalla visita dei Ciciu, curiosi funghi di pietra, fino ai sentiero dei ciclamini o il lago Camoscere per non dimenticare il museo Son del Lenga di Espaci Occitan, che offre una panormica completa su usi e costumi del mondo occitano: Insomma, un territorio che forse sta imparando solo ora a comunicare e a comunicarsi ma che nulla ha da invidiare al altre mete turistiche più altisonanti, granzie alla sua natura incontaminata e ai suoi gioielli di arte e architettura rurale.